
La rivista
Da quindici anni – il primo numero è datato “Primavera 1994” – Ácoma (originariamente pubblicata dalla Giunti di Firenze e ora dalla Shake Edizioni di Milano) s’è proposta come “rivista internazionale di studi nord-americani”, attenta soprattutto a quelle dinamiche sociali, politiche, culturali che sfuggono al luogo comune, impegnata in una metodica lettura/rilettura dei testi e delle narrazioni, dei percorsi storici e dei fenomeni di costume, aliena da qualunque atteggiamento sia di esaltazione incondizionata che di preconcetta ostilità.
Nei trentacinque numeri finora usciti della rivista (che prende il nome dal luogo abitato più antico degli Stati Uniti, un pueblo del Nuovo Messico fondato nel VII secolo) hanno trovato posto analisi sulle scritture delle minoranze etniche e sulla canzone di Bruce Springsteen, sulla questione della pena di morte e sulla cultura degli Appalachi, su E. A. Poe e su Toni Morrison, sulle popolari serie TV statunitensi, sugli sviluppi del discorso politico e la recente campagna elettorale di Barack Obama, sul romanzo di Henry James e sulla produzione poetica contemporanea, sulla Guerra Fredda e sullo “stile paranoico” nella cultura e politica, sul Cyberpunk e su Philip Dick, sulla condizione delle donne nere e sulla letteratura hawaiana, su Malcolm X e su Paul Auster… Ma non solo: ogni numero dedica ampio spazio alle interviste a personaggi di spicco nel panorama culturale americano, da Sacvan Bercovitch a Sherman Alexie, da Leslie Marmon Silko a Paul De Man, e una sezione a parte a testi letterari con traduzione a fronte di autori come Grace Paley, Emily Dickinson, Raymond Carver.
Prossimo numero
Children's literature
La letteratura per l'infanzia negli Stati Uniti


