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Oltre agli articoli commissionati dal comitato di redazione, la rivista pubblica anche articoli che sono frutto di collaborazioni esterne non sollecitate. I manoscritti inviati alla redazione saranno valutati dal curatore del numero e da due lettori interni o esterni alla redazione in possesso di competenze specialistiche nel settore trattato. I pareri saranno inviati all'autore entro tre mesi dalla spedizione.
Si richiede a coloro che desiderano sottoporre un contributo alla redazione di Ácoma di attenersi alle seguenti indicazioni.


Cosa spedire alla redazione

  1. contributo in formato "doc", oppure "rtf", oppure "txt" come allegato ad un messaggio email (documenti di formato diverso verrano cestinati)
  2. un secondo file contenente: a- una nota biografica di duecentocinquanta caratteri; b- un abstract in inglese di seicento caratteri; c- un abstract in italiano di circa seicento caratteri.

Impostazioni della pagina

  1. indicare in apertura il titolo dell'articolo e il nome dell'autore;
  2. specificare in alto in prima pagina il nome del programma usato e il numero dei caratteri;
  3. utilizzare un'interlinea doppia;
  4. allineare il testo a sinistra (a bandiera);
  5. non spezzare le parole per andare a capo;
  6. scrivere note al testo che siano brevi e non contengano sviluppi marginali del discorso contenuto nel testo (se possibile, riservarle alle sole indicazioni bibliografiche).

Norme redazionali

ACCENTI

L’accento grafico è obbligatorio: sui polisillabi tronchi (es.: città, verrà, farò, lassù); sui monosillabi che potrebbero confondersi con omografi: ché/che; dà/da; là/la; lì/li; né/ne; sé/se; sì/si; tè/te.
Si usi sempre solo l’accento grafico: non usare l’apostrofo in luogo dell’accento.
Si ricordi che in italiano tutte le vocali prendono l’accento grave (ò,à,ì,ù) tranne la “e”, che prende l’accento grave (è) se è aperta, quello acuto (é) se è chiusa. I casi più frequenti di “e” aperta sono: “è” e “cioè”. Quelli di “e” chiusa sono: “sé”, “perché”, “poiché”, “né”.


CONSONANTE EUFONICA

Si usa solo quando si incontrano le stesse vocali; es.: “ad Anzio”, “ed etico” (mai, però: “od oggi..). Fanno eccezione: “ad esempio” (meglio, comunque: per esempio), “ad opera”, “ad ogni modo”.

CORSIVI

Vanno in corsivo:
- i titoli dei paragrafi interni all’articolo;
- i titoli di libri, saggi, articoli, poesie, canzoni, dischi, film;
- le parole straniere e dialettali non entrate nell’uso corrente;
- le parole o espressioni che si vogliono evidenziare;
- grafemi, parole e sintagmi che sono oggetto di analisi linguistica o stilistica.

NB: i titoli di rivista o periodico vanno in tondo tra virgolette in apice: “New Republic”, “Die Welt”, “La Stampa”, “Narrative”, “Lingua e stile”.


MAIUSCOLE/MINUSCOLE ETC.

Si danno qui di seguito alcuni esempi autoesplicativi: Prima guerra mondiale, guerra civile; Partito democratico; Partito del popolo; ministro del Tesoro; ministero della Difesa; Montagne Rocciose; Deserto di Gobi; Casa Bianca; Ovest; Sud, ecc.

N.B. I titoli di opere in inglese seguono l'uso americano: tutte le iniziali maiuscole meno articoli e congiunzioni es. Remains of the Day.


NUMERI E DATE

I numeri vanno tutti espressi in parola escluse le date, le cifre in denaro soprattutto se cospicue, i numeri troppo lunghi. Alcuni esempi: anni Trenta (mai: anni ’30); Novecento (mai: ‘900); 27 per cento (27% solo nelle note per ragioni di brevità); Esempi di date: 3 dicembre 2069 (mai: 3/12/2069, oppure 3-12-2069).


CITAZIONI

Restano inserite nel testo, nello stesso corpo e fra virgolette (“…”), tutte le citazioni brevi (da una parola fino a tre-quattro righe). All’interno delle virgolette, la prima parola avrà la maiuscola se la citazione segue i due punti, oppure se la prima parola è maiuscola nel testo citato. In tutti gli altri casi si usa la minuscola. Nelle citazioni contestualizzate si può intervenire sul testo con opportuni adattamenti per coordinarlo grammaticalmente al discorso, segnalando la modifica tra parentesi quadre: […] .

Nelle citazioni dei testi poetici, i versi si dispongono di seguito, separati dalla barra obliqua e con la prima lettera del verso in maiuscolo.

Saranno staccate dal testo le citazioni più lunghe, sia di poesia che di prosa. Queste verranno scritte col margine sinistro rientrato, senza virgolette di apertura e chiusura, e frapponendo una riga di spazio sopra e sotto il brano citato.

Tutti i tagli interni ai testi citati (siano essi testi di poesia o di prosa) saranno segnalati da tre punti fra parentesi quadre: […].

N.B. Le virgolette sono sempre doppie, anche per parola singola. Le virgolette singole si usano solo all'interno di una citazione racchiusa tra doppie.


EPIGRAFI

Le epigrafi saranno scritte in corsivo sulla metà di destra della pagina e porteranno, in tondo e fra parentesi su nuova riga, l’indicazione del nome dell’autore e del titolo dell’opera, senza ulteriori riferimenti bibliografici. Esempio:

et aiutollo in questo parimente,
che sapeva altro idioma che francesco
(Ariosto, Orlando furioso)

INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE NELLE NOTE

Norme generali:

Le voci che compongono l’indicazione saranno separate dalla virgola, con l’eccezione di luogo e data, e seguite dal punto. Es: Nome Cognome, Titolo, Editore, Luogo data.

Titolo e sottotitolo sono in corsivo, sono riprodotti per esteso dal frontespizio (e non dalla copertina) del libro e sono separati da un punto (se in italiano) o da due punti (se in inglese).

Al titolo segue l’indicazione dell’editore, che sarà seguito dal luogo di pubblicazione (che sarà sempre nella lingua del volume – Esempi: Paris, London, Sevilla – e dalla data. Per gli Stati Uniti va indicata, nel caso di città poco note, la sigla dello stato; se le città sono due o tre si ricorrerà al trattino.


Libri di uno o più autori:

Nome e cognome dell’autore o degli autori precedono il titolo e sono riportati per esteso in minuscolo con le iniziali maiuscole; nel caso di due autori, i nomi sono sempre congiunti da “e”; se sono tre, saranno congiunti dalla virgola e da “e”.


    Esempi:
  • .Henry Louis Gates, Jr., The Signifying Monkey, Oxford University Press, New York-Oxford 1988, p. 112.
  • .Costanzo di Girolamo e Luca Toschi, La forma del testo. Guida pratica alla stesura di tesi di laurea, relazioni, articoli, volumi, Il Mulino, Bologna 1988, pp. 328-32.
  • .John Smith e John Doe, The World, Cutlet, London 2005.

 

Libri collettivi con curatore:

Nel caso di curatore o curatori il nome figurerà prima del titolo del libro, seguito sempre da: “a cura di”, in tondo.


    Esempi:
  • .Umberto Eco e Thomas A. Sebeok, a cura di, Il segno dei tre. Holmes, Dupin, Pierce, Bompiani, Milano 1983.
  • .William Andrews, a cura di, Critical Essays on Frederick Douglass, G. K. Hall, Boston 1991.
  • .John Smith e John Doe, a cura di, The New World, Cutlet, London 2006.

 

Capitoli o saggi in volume, collettivo o di unico autore:

I capitoli o saggi in volume (si tratti sia di volume collettivo, sia di unico autore) verranno indicati facendo seguire al nome dell’autore e al Titolo la virgola, la parola “in”, e il Titolo dell’opera seguito a sua volta, dopo la virgola, dagli altri dati bibliografici e dall’indicazione delle pagine in cui compare il saggio o capitolo; se gli autori o curatori sono diversi dall’autore del saggio citato, si indicano dopo “in” (e prima del secondo Titolo).


    Esempi:
  • Volumi collettivi:
  • .Gian Paolo Caprettini, Le orme del pensiero, in Umberto Eco e Thomas A. Sebeok, a cura di, Il segno dei tre. Holmes, Dupin, Pierce, Bompiani, Milano 1983, pp. 156-81.
  • Volumi non collettivi:
  • .Giovanni Nencioni, Dante e la retorica, in Tra grammatica e retorica. Da Dante a Pirandello, Einaudi, Torino 1983, pp. 108-31.
  • .Juan Florea, Refiguring “La Charca”, in Divided Borders: Essays on Puerto Rican Identity, Arte Publico Press, Houston 1993, pp. 71-85.

 

Saggi e articoli in riviste:

Nel caso di saggi e articoli pubblicati in rivista, si farà seguire al nome dell’autore e al Titolo la virgola e il nome della rivista fra virgolette, seguito dalle indicazioni che riguardano il fascicolo: annata o volume in cifre romane, numero del fascicolo in cifre arabe, data di pubblicazione fra parentesi, pagine dell’articolo; oppure (ove la rivista non sia organizzata in annate o volumi) numero del fascicolo in cifre arabe, data fra parentesi, pagine dell’articolo. Tutti i dati (incluso l’anno fra parentesi) saranno separati dalla virgola.


    Esempi:
  • .Luca Tomasi, Hard Bitter Style of Words: Wilson Harris’s Far Journey into Italian, “Caribana”, 1 (1990), pp. 63-70.
  • .Barbara Welter, The Cult of True Womanhood: 1820-1860, “American Quarterly”, XVIII, 2 (1966), pp. 151-74.

 

Libri o autori già citati:

Per i libri già citati si ripeteranno il solo cognome dell’autore e il Titolo abbreviato, seguiti dopo la virgola dall’espressione “cit.”, in tondo, e dal numero di pagina.

Per rinviare alla stessa opera e alla stessa pagina, o pagine citate subito prima si userà l’espressione Ibidem in corsivo; se il riferimento è a opera citata subito prima ma a pagina, o pagine diverse si userà invece la parola “Ivi”, in tondo, seguita dal numero della pagina o pagine interessate.


    Esempi:
  • Opera citata in precedenza:
  • .Richard Hofstadter, The Paranoid Style in American Politics and Other Essays, University of Chicago Press, Chicago 1979, p. 3.
  • . ..........................................
  • .Hofstadter, The Paranoid Style, cit., p. 14.
  • Opere citate subito prima:
  • .Lawrence Buell, American Literary Emergence as a Postcolonial Phenomenon, "American Literary History", 4 (1992), p. 411.
  • .Ibidem.
  • .John Carlos Rowe, Literary Culture and U.S. Imperialism, Oxford University Press, New York 2000, p. 53.
  • .Ivi, p. 134.

 

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